Napoli: Assegnati i Premi “Ditale d’Oro” 2026

Napoli: Assegnati i Premi “Ditale d’Oro” 2026​

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​Si è conclusa a Napoli la IV edizione del Premio “Ditale d’Oro”, l’appuntamento che celebra l’eccellenza artigiana e il futuro della moda italiana. Nella prestigiosa cornice del Museo della Moda (Fondazione Mondragone), il 15 e 16 aprile, giovani talenti provenienti da tutta Italia si sono sfidati a colpi di ago e filo, confermando come la tradizione sartoriale partenopea sia più viva che mai.

L’evento, organizzato dall’Associazione Confraternita dei Sartori 1351, ha goduto di patrocini illustri, tra cui il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Comune di Napoli, ponendosi come un ponte ideale tra la maestria dei vecchi maestri e le ambizioni delle nuove generazioni.

La giuria di qualità ha valutato non solo il risultato estetico finale visto in passerella, ma anche il rigore tecnico del taglio e della confezione. I premi, opere esclusive dell’artista Sara Lubrano, sono andati a:

Premio Ditale d’Oro Femminile “Giuseppina Marrazzo”: assegnato a Diana Fallacara, lodata per la sua visione innovativa unita a un rigore tecnico impeccabile.
Premio Ditale d’Oro Maschile “Angelo Litrico”: vinto da Francesca Mariniello, capace di reinterpretare la precisione dei grandi maestri del passato in chiave contemporanea.

​Il momento più toccante della manifestazione è stato l’assegnazione del Premio Sociale “Ilario Piscioneri”. Il riconoscimento è andato a Emanuele Abate e al gruppo di aspiranti sarti del Centro Penitenziario di Secondigliano.

Grazie a un percorso formativo curato da Tiziana Aiello e dal Maestro Raffaele Antonelli, i detenuti hanno dimostrato come l’artigianato possa diventare un potente strumento di libertà e reinserimento sociale. “L’ago e il filo possono ricucire la dignità dell’uomo”, ha commentato con orgoglio la Presidente Aiello, annunciando l’intenzione di estendere il progetto ad altri istituti.

La riuscita dell’evento è stata possibile grazie alla collaborazione con il Museo della Moda, presieduto dall’Avv. Maria d’Elia, che ha ribadito l’importanza di trasformare la custodia del passato in opportunità occupazionali per il futuro.

Tra formazione, inclusione sociale e alta moda, il “Ditale d’Oro” 2026 si archivia come un successo che rafforza l’identità del Made in Italy, ricordandoci che l’eleganza non è solo una questione di abiti, ma di cultura, passione e impegno umano.

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