Standing ovation per la Prima della Scala che segna la rinascita

Standing ovation per la Prima della Scala che segna la rinascita

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Un vero trionfo per l’opera di Macbeth di Giuseppe Verdi

Dopo un anno di pausa imposto dalla pandemia, il Teatro Alla Scala ha inaugurato la sua stagione lirica alle ore 18:00 nel giorno di Sant’Ambrogio, patrono del capoluogo lombardo, per la Prima Macbeth di Giuseppe Verdi, dramma lirico in quattro atti composto nel 1847 su libretto di Francesco Maria Piave ed eseguito per la prima volta al Teatro della Pergola a Firenze nello stesso anno. E’ andata di scena questa nuova produzione teatrale sotto la direzione di Riccardo Chailly con la regia moderna e innovativa di Davide Livermore, al suo quarto spettacolo inaugurale, e supportati da un cast stellare per dare un nuovo mondo a questa meravigliosa opera. L’inaugurazione della nuova stagione teatrale è avvenuta in presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura in outfit di Giorgio Armani, al quale è stato rivolto un grande tripudio di pubblico con un lunghissimo applauso durato diversi minuti ove è stato chiesto anche un incarico bis. Un suo intervento, durante l’intervallo, rivolgendosi agli orchestrali dell’Orchestra del Teatro Alla Scala con le seguenti parole: “Ci state regalando una grande interpretazione”. Nel palco reale era presente anche il presidente della Regione Attilio Fontana, il virologo Roberto Burioni, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, il Prefetto di Milano, Renato Saccone, la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati e tanti altri big delle istituzioni politiche. L’allestimento scenografico della squadra artistica guidata dal regista Davide Livermore ha impreziosito il pubblico con le città del nostro tempopartendo dai santuari della ricchezza e del dominio alle grandi città americane come New York o Chicago, con il loro panorama mozzafiato dei grattacieli e alla città urbana milanese disegnata da Piero Portaluppi con edifici come il Palazzo della società Buonarroti-Carpaccio-Giotto in Porta Venezia e Villa Necchi Campiglio. Scenografie digitali davvero uniche e superlative. La tragedia Macbeth si basa su quattro atti ed è ambientata in Scozia nell’XI secolo, dove Macbeth e Banco sono di ritorno da una battaglia contro i rivoltosi, che per un incontro fortuito con le tre streghe che profetizzano che Macbeth sarà signore di Cawdor e in seguito re di Scozia, mentre la progenie di Banco salirà al trono. In realtà una parte della profezia si avverà subito con l’arrivo di un messaggero che comunica a Macbeth che re Duncano gli ha concesso la signoria di Cawdor. Venuta a conoscenza della profezia delle streghe, l’ambiziosa Lady Macbeth incita il marito a uccidere il re. Del delitto viene incolpato il figlio di Duncano, Malcolm, che si trova costretto a fuggire in Inghilterra. Ora che Macbeth è re di Scozia, la moglie lo convince a liquidare Banco e soprattutto il figlio di costui, Fleanzio, nel timore che si avveri la seconda parte della profezia. I sicari di Macbeth assassinano Banco in un agguato, ma Fleanzio riesce a fuggire. Durante un banchetto a corte, Macbeth è terrorizzato dall’apparizione del fantasma di Banco e per cui Macbeth ritorna dalle streghe per interrogarle e stavolta il verdetto è oscuro poichè egli resterà signore di Scozia fino a quando la foresta di Birnam non gli muoverà contro, e nessun “nato di donna” potrà nuocergli. Lady Macbeth, intanto, lo incita a uccidere la moglie e i figli del nobile profugo Macduff che, insieme a Malcolm, sta radunando in Inghilterra un esercito per muovere contro Macbeth. L’esercito invasore giunge segretamente al comando di Malcolm e Macduff. Giunti nei pressi della foresta di Birnam, i soldati raccolgono i rami degli alberi e con questi avanzano mimetizzati dando l’impressione che l’intera foresta si avanzi (come nella profezia). Lady Macbeth, nel sonno, è sopraffatta dal rimorso e muore nel delirio. Macbeth, rimasto solo, fronteggia l’invasore, ma è ucciso in duello da Macduff, l’uomo che, venuto al mondo con una sorta di parto cesareo, avvera la seconda parte del vaticinio (“nessun nato di donna ti nuoce”). In questa serata è venuto fuori un Macbeth “universale”, distopico e onirico, che narrerà in maniera “contemporanea” il dramma dell’ambizione politica e della cattiva gestione del potere ai tempi moderni. Diversi brani famosi dell’opera dal preludio a ‘Vieni! t’affretta’ di Lady Macbeth nel primo atto, passando per ‘La luce langue’ di Lady Macbeth nel secondo atto, a ‘Come dal ciel precipita’ di Banco, sempre nel secondo atto al coro delle streghe ‘Ondine e Silfidi’ nel terzo atto, fino al celebre ‘Patria oppressa!’ intonata dal coro di profughi scozzesi nel quarto atto, ‘Una macchia è qui tuttora’ nella scena del sonnambulismo, cantata da Lady Macbeth a ‘Pietà, rispetto, amore’ di Macbeth. Una serata-evento che segna il ritorno alla normalità fatta di green pass e mascherine.