Il rettore Lorito e il direttore Epifani firmano l’accordo quadro tra Università degli studi di Napoli Federico II e Palazzo Reale

Il rettore Lorito e il direttore Epifani firmano l’accordo quadro tra Università degli studi di Napoli Federico II e Palazzo Reale

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Una collaborazione di tre anni per favorire la ricerca scientifica e tutelare il patrimonio attraverso progetti condivisi


Napoli, 15 giugno 2021 – Siglato stamattina l’Accordo Quadro tra l’Università degli Studi di Napoli Federico II e Palazzo Reale di Napoli. La firma del rettore Matteo Lorito e del direttore Mario Epifani, avvenuta nella sala del Consiglio dell’Ateneo fridericiano, ha sancito l’inizio di una profonda e duratura collaborazione.

Un’opportunità sia per l’Università, per gli studenti, i ricercatori e i docenti dei vari dipartimenti, sia per il Palazzo Reale che apre le porte al mondo della ricerca con l’intento di tutelare il patrimonio attraverso lo studio, la valorizzazione e la conservazione dei beni.

Tra gli obiettivi dell’accordo proposto e sviluppo di progetti congiunti volti a valorizzare la ricerca scientifica e l’alta formazione sulla gestione, la valorizzazione, il recupero, la conservazione e la sviluppo dei beni dei prodotti e manufatti artistico culturali.

Saranno avviati percorsi di studio, ricerca e formazione per realizzare un modello di ‘governance’ degli interventi e dei progetti che svilupperanno su molteplici temi d’interesse con i singoli dipartimenti dell’Ateneo Fridericiano e che siano indirizzati alla tutela del patrimonio artistico e culturale di Palazzo Reale.

Già identificati i campi di azione che spaziano dalla tutela dell’ambiente, in particolare tra la facoltà di Agraria, per la tutela dei giardini, dell’area architettonica d’interesse dei dipartimenti di Architettura, restauro e Ingegneria, a quella giuridica per le garanzie dei beni culturali, ma anche del settore degli itinerari e visite grazie all’indirizzo turistico che coinvolgono il corso di studi ad indirizzo manageriale.L’accordo ha una durata di 3 anni al termine di ognuno dei quali saranno presentati i risultati dei progetti eseguiti e lo stato di quelli in corso d’opera, per verificarne l’andamento.0.jpgMatteo Lorito, rettore Università degli studi di Napoli“L’accordo punta a mantenere e a valorizzare il nostro patrimonio, ad aprirlo anche come laboratorio culturale, e rappresenta un’opportunità per i cittadini, per gli studenti, per i ricercatori. Ci aspettiamo delle scoperte interessanti negli archivi e nel patrimonio librario e sicuramente un aumento della fruizione dei luoghi, come del giardino storico, area verde che ha funzione urbana molto importante, al cui recupero si sta già lavorando.

Un lavoro di collaborazione che sfocerà in un programma che l’Università intende realizzare con il coinvolgimento delle strutture del patrimonio dei beni culturali in occasione dei festeggiamenti degli 800 anni della Federico II, nel 2024”.
Mario Epifani, direttore Palazzo Reale di Napoli

“Nel primo anno di attività del nuovo museo autonomo la possibilità di avviare un rapporto di collaborazione con uno dei più antichi atenei d’Italia, consente di sviluppare diversi ambiti di ricerca funzionali al miglioramento dell’offerta culturale del Palazzo Reale di Napoli.

La promozione dello studio e della conoscenza dell’edificio e delle collezioni rientra tra i nostri fini istituzionali. Per il suo ruolo di centro del potere per oltre tre secoli e per la sua collocazione preminente nel centro cittadino, Palazzo Reale rappresenta un oggetto d’indagine ideale per diverse discipline: non solo la storia, l’architettura, l’urbanistica e la storia dell’arte, ma anche altri ambiti applicabili, ad esempio, alla gestione del museo e alla cura dei giardini.

In parallelo all’estensione dell’apertura ai visitatori in termini di fruizione, è mia intenzione garantire la massima disponibilità agli studenti, ai ricercatori e ai docenti che possano aiutarci a garantire la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale di Palazzo Reale, compiti che richiedono innanzitutto un’adeguata conoscenza di quel patrimonio”.