Tête-à-tête con la giornalista e scrittrice Elvira Serra

Tête-à-tête con la giornalista e scrittrice Elvira Serra

 172 visite totali,  1 visite oggi

Abbiamo incontrato la famosa giornalista del Corriere della Sera e scrittrice, Elvira Serra, che generalmente si occupa di cronaca, costume, interviste e rubrica Polaroid. Autrice di altri tre romanzi (“L’altra”, “Il Vento non lo puoi fermare” e “Le stelle di Capo Gelsomino”) oltre all’ultimo libro “Tutto da vivere”, concepito tra le scorse ferie estive e la terza ondata pandemica, che parla di una giornata normalissima vissuta da quattro donne diverse tra loro in un mix di emozioni e cadute senza mediazioni. Ha curato per anni la rubrica sul femminile F (Cairo editore) intitolata “La forza delle donne” ed è stata anche insegnante di Storia e Filosofia. Di solito intervistatrice di grandi personaggi, stavolta si trova nel ruolo opposto per rispondere alle nostre domande. Una donna “duracell” che ha e ritrova sempre stimoli nuovi per continuare a crescere come giornalista e scrittrice.

Leggi la nostra intervista ad Elvira Serra!

Benvenuta Elvira sul mio portale. Lei ha scritto tanti libri e romanzi, l’ultimo intitolato “Tutto da Vivere” è quello che non ti aspetti per l’intensità con cui le storie quotidiane di quattro ragazze vengono raccontate, come è nato?


È nata prima la struttura, poi il romanzo. Desideravo misurarmi con una storia che si svolgesse in 24 ore. Definito quello, sono partita dalla prima immagine, quella di una mamma al parco con il passeggino. Mi sono chiesta come si sentisse davvero, se fosse felice o no. Le risposte sono arrivate da sole e con le risposte tutto il romanzo.

Le quattro ragazze protagoniste (Anna, Lorenza, Agnese e Luciana) nascono dalla sua fantasia?


Certo, l’intero romanzo è fiction. Le mie protagoniste sono cresciute un giorno dopo l’altro dentro di me ed è stato bello vederle trasformarsi, anche rispetto alla mia idea originaria. È la magia che si ripete quando si scrive un romanzo. I personaggi vanno sempre per la loro strada, ti prendono per mano e ti dicono: “Seguimi”.

Ci racconta come è iniziata la sua carriera di scrittrice?


È cominciata con “L’ Altra” (Mondadori): un memoir. Desideravo cimentarmi in una scrittura che avesse più respiro rispetto al lavoro che faccio quando scrivo un articolo o un’intervista sul Corriere della Sera. Così sono partita da una situazione che conoscevo per averla vissuta, quella dell’amante. Con coraggio, ho voluto spostare il punto di osservazione, senza voler assolvere l’amante, ma provando a raccontare come si sente una donna che ama una persona già impegnata.


Chi è la prima persona che legge quello che scrive?


La mia editor. Nessun altro. Quando il romanzo è finito, c’è un piccolo comitato di lettura per dare la caccia ai refusi e per un primo parere, che però non modifica il libro, serve solo come feedback.

Come la pensa sul fatto che la stagione d’oro del libro, cartaceo o digitale, sia finita da tempo. Infatti, oramai la narrazione è affidata al cinema e alle serie televisive?


Non sono d’accordo. Per fortuna si legge ancora e anzi mai come adesso vengono pubblicati tanti libri. C’è sempre bisogno di perdersi nelle vite degli altri.

Ci parla delle influenze letterarie che ha avuto o degli scrittori che ama?

Sono una lettrice disordinata. Amo i classici e amo i contemporanei. Sono stata rapita come tutti dalla saga dell’Amica geniale di Elena Ferrante e dal fenomeno francese di Valérie Perrin. Del passato sono un punto di riferimento Elsa Morante, Oriana Fallaci, i russi.

È già all’opera con un nuovo libro?


Santo cielo, no! Non è facile conciliare il mio lavoro di cronista con quello di scrittrice. E poi adesso fatemi prendere cura del neonato, no?

Grazie a lei Elvira per questa intervista molto interessante e noi le auguriamo sempre un meritato successo con i suoi futuri capolavori letterari.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *