La campagna vaccinale col freno tirato: ritardi e polemiche

La campagna vaccinale col freno tirato: ritardi e polemiche

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Alla trasmissione “Non è l’Arena” di Massimo Giletti andata in onda il 28 febbraio un servizio sui vaccini portando allo scoperto che ci sia un imbuto regionale sulla campagna di vaccinazione che a quanto pare comprende regioni di serie A e di serie B cioè un vero federalismo regionale. Non è possibile che in questa Pandemia molti cittadini non riescono a vaccinarsi per diversi motivi come la disorganizzazione totale che ancora una volta ha preso il sopravvento e la mancanza di personale sanitario. Si è fatto anche vedere il modello adottato da San Marino che si è basato sul vaccino russo Sputnik quando invece l’Italia avrebbe dovuto assicurare le dosi di vaccino anche per loro ma mai arrivate. Infatti, molti cittadini italiani stanno chiedendo il vaccino russo Sputnik per via online. Ad un anno dalla Pandemia si assiste ancora ad assembramenti di persone anziane per la vaccinazione, come a Reggio Calabria, che ad oggi non ha ancora una procedura informatizzata per la prenotazione online. Nessuno ha voluto neanche capire un miliardo di buco nella sanità calabrese a cosa sia stato dovuto!!! Davvero un velo pietoso sulla problematica della sanità calabrese. Eppure non si è capiti che si sarebbero dovuto risparmiare, perchè mentre i calabresi cercano il vaccino e rimangono in piedi per fare le vaccinazioni, ci sono ancora uffici della diligenza sanità Calabria che spendono soldi in arredi immobiliari. Una mancanza di rispetto e di vergogna da parte della classe dirigente calabrese nei confronti dei cittadini. Poi si parla anche dei furbetti dei vaccini che si sono vaccinate saltando la fila, non essendo in lista di prenotazione, come sta accadendo molto spesso. Il caso di un sindaco e di una vicesindaca di un paese siciliano che hanno fatto le due dosi del vaccino Pzifer saltando la lista. Un immagine inqualificabile che non dà un buon esempio alle sole persone anziane che dovevano essere vaccinate. Continuano gli errori e si continuano a dare brutti esempi.

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