Il piano vaccinale italiano allo sbaraglio

Il piano vaccinale italiano allo sbaraglio

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Si sperava che almeno, dopo la disfatta del sistema sanitario nella prima e seconda ondata pandemica, si fosse almeno garantito un piano vaccinale efficiente. Infatti, ad oggi in Italia solo l’1,04% della popolazione ha ricevuto le due dosi di vaccino Pzifer ( 659.665) lasciando ancora una volta un paese impreparato di fronte a questa Pandemia. Neanche il documento scritto a dicembre per il piano strategico nazionale della vaccinazione, prima dell’avvio del Vaccine-Day, ha evitato le somministrazioni a rilento e la scarsa organizzazione per gli over 80. C’è solo da dire impreparazione, sottovalutazione della situazione e tanti ritardi che rischiano di portare ancora a tante vittime e un ritorno alla normalità chissà quando. Alle interminabili file degli over 80 e delle persone fragili dei vaccini Pzifer e Moderna, adesso si aggiunge anche la fila del vaccino AstraZeneca che l’Aifa ha concesso la somministrazione ai soli over 55. La cosa più inquientante è che non si è mossa la macchina organizzatrice da parte del Ministero della Salute per organizzare la vaccinazione per gli under 55. A quano pare si stia pensando di somministrare queste dosi ad insegnanti, personale delle forze dell’ordine e militari. Ma poi quali categorie si vaccineranno rimane un mistero….

Quello che veramente rimane sbalorditi molti cittadini è che nel Piano vaccinale nonostante si dia un ruolo di fondamentale importanza alla comunicazione per favorire un’ampia adesione della popolazione al vaccino ma nel contempo non si forniscono importanti informazioni riguardanti le modalità di somministrazioni e la loro tempestività. Quello che sappiamo è che il piano vaccinale anti SARS – Cov – 2 del 12 dicembre 2020 contava la disponibilità delle seguenti dosi:

AstraZeneca 40 milioni

Johnson & Johnson 54 milioni

Sanofi 40 milioni

Pzifer/Biotech 27 milioni

CureVac 30 milioni

Moderna 11 milioni

In questi giorni stiamo assistendo a un vero e proprio “teatrino politico” dei politici che avrebbero dovuto preoccuparsi di sviluppare una campagna vaccinale da record ma invece si pensa solo a rimanere incollati alle loro poltrone. La pandemia sta causando non solo tanti decessi ma anche molte ricadute economiche su vari settori economico-produttivi con un incremento del rischio di suicidi, più o meno direttamente correlati al Covid-19. Questa problematica dei suicidi era stata già sottolineata dal Presidente del Convegno e Professore Ordinario di Psichiatria alla Sapienza Università di Roma, Maurizio Pompili, che aveva dichiarato che “il numero rilevante di casi di suicidio riferiti dai mass media, pur non essendo una rilevazione statistica accurata, indica che nei prossimi mesi il suicidio potrebbe diventare una preoccupazione più urgente, sebbene ciò non sia inevitabile”.

Purtroppo, di fronte alla delicatezza della situazione, e al senso di urgenza che tanto il sistema sanitario quanto quello economico vivono giorno per giorno, vi l’impressione e lo smarrimento in molti di essere impantanati nella più ordinaria delle gestioni all’italiana. Nei telegiornali si sente solo parlare sempre di tensioni tra governo centrale e regioni. Forse sarebbe venuta l’ora di un cambio di passo…

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