Un Festival di Sanremo solidale al momento del Covid

Un Festival di Sanremo solidale al momento del Covid

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Grandi tensioni nel consiglio di amministrazione della kermesse musicale. Alcuni post di Amadeus per il No al teatro vuoto

“Se la Rai vuole confermare Sanremo, l’invito è a realizzare un festival solidale, attento all’emergenza sanitaria, alla crisi economica che vive il Paese, alle enormi difficoltà che attraversa il mondo della musica e delle produzioni teatrali e culturali”. Il giorno dopo le tensioni, scatenate dall’alt del ministro Franceschini a un pubblico, anche di soli figuranti, all’Ariston e dalle indiscrezioni sull’intenzione di Amadeus di abbandonare il campo, piuttosto che condurre in un teatro vuoto, è il presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai, Alberto Barachini (FI), a suggerire che l’edizione 2021 – prevista dal 2 al 6 marzo – sia attenta al difficile momento che vive il Paese, capace di fare spazio alle storie di medici e volontari, pronta a sostenere il settore del teatro e dello spettacolo dal vivo in grande sofferenza, schierato in queste ore compatto con Franceschini.

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“Aspettiamo che l’azienda ci comunichi le modalità con cui intende garantire la sicurezza degli artisti e organizzare la manifestazione”, aggiunge Barachini, che a San Macuto aveva in programma di ascoltare il direttore di Rai1 Stefano Coletta e l’ad del servizio pubblico Fabrizio Salini anche per affrontare il tema Sanremo, convocazioni però sospese a fronte della crisi di governo.
    La tensione, comunque, resta. Il consigliere di amministrazione eletto dai dipendenti, Riccardo Laganà, critica Amadeus e definisce su Facebook “del tutto irrispettoso nei confronti del cda far trapelare ipotesi o presunte minacce di lasciare la conduzione e direzione artistica del Festival di Sanremo 2021 proprio durante la riunione consiliare”. “Fuori luogo” il comportamento di ‘Ama’ anche per il consigliere Giampaolo Rossi: “Il festival è della Rai, e la Rai sta cercando di mettere a punto con le autorità competenti un protocollo adeguato”.
    Da parte sua Amadeus apre la giornata postando, sul profilo Instagram condiviso con la moglie Giovanna Civitillo, una citazione di Aristotele. “L’ignorante afferma, il colto dubita, il saggio pensa”. Numerose – e di diverso tenore – le reazioni: migliaia i ‘mi piace’, ma c’è anche chi invita il conduttore e direttore artistico a rinviare il festival (“non è giusto, non è il momento la gente soffre davvero, sono certa che così non perderai l’affetto del tuo pubblico. I sacrifici sono necessari per tutti”). O chi sottolinea: “Il periodo non è dei migliori, migliaia di italiani sono alla fame…. Pensi che importa vedere Sanremo?”. E qualcuno plaude alla massima aristotelica: “Verissimo, infatti una persona saggia pensa che non sia opportuno organizzare una manifestazione come Sanremo in questo momento… per il rispetto di tutti”. In una storia sempre su Instagram, il conduttore e direttore artistico posta poi la Faq sul sito di Palazzo Chigi che consente la presenza del pubblico nelle trasmissioni televisive, interpretazione su cui ha fatto leva la Rai nel progettare il festival, considerando di fatto l’Ariston uno studio tv in cui realizzare un programma articolato in più serate.
    A Viale Mazzini, intanto, si lavora al protocollo che all’inizio della prossima settimana sarà presentato al Comitato Tecnico Scientifico e che punterà a mediare tra le indicazioni del governo e le esigenze del più importante spettacolo tv.
    Anche l’industria discografica ha predisposto il suo protocollo: otto regole messe a punto da Afi, Fimi e Pmi per definire il “codice di comportamento artisti a Sanremo 2021”, gestendo in particolare le aree esterne all’Ariston, dove è più alto il rischio assembramenti. “Per il teatro, dove si svolge il Festival, la Rai sta predisponendo i suoi protocolli che saranno sicuramente molto precisi, come quelli adottati per AmaSanremo, che hanno funzionato”, sottolinea il ceo della Fimi Enzo Mazza, convinto che per il nodo del pubblico “si troverà una soluzione di buon senso. Il festival in questo momento così difficile è in grado di garantire diversità, spettacolo, che magari serve. E poi per il settore, come abbiamo sempre detto, è un segnale di ripartenza”. 

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