Uno studio scientifico canadese sostiene come arma anticovid il farmaco Colchicina

Uno studio scientifico canadese sostiene come arma anticovid il farmaco Colchicina

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L’uso della Colchicina ha ridotto di un quarto i ricoveri ospedalieri e questa scoperta lo rende il primo farmaco orale che potrebbe essere utilizzato per il trattamento di pazienti affetti da Covid-19

Arriva dal Montreal Heart Institute (MHI), grande istituto di cardiologia canadese, una sorprendente ricerca riguardante un mega studio randomizzato effettuato su circa 4500 pazienti, per testare l’efficacia clinica della colchicina come farmaco anti-covid. Un risultato scientifico che potrebbe avere un’ottima incidenza sul crollo dei contagi e sulla riduzione delle vittime, che stanno provocando non solo tanti mini-lockdown ma anche drastiche conseguenze economiche in tutti i paesi del mondo. Lo studio scientifico, intitolato Colcorona, è considerato il più grande studio clinico al mondo ( Canada, Stati Uniti, Europa, Sud America e Sud Africa) che stia testando un farmaco orale somministrato a pazienti non ospedalizzati con Covid 19. La sperimentazione è stata condotta senza contatto, con la tecnica in doppio cieco, cioè somministrato il farmaco con placebo e con la somministrazione fatta a casa delle persone. Quello che si può evincere dall’analisi effettuata su 4159 pazienti in cui la diagnosi di Covid 19 è stata dimostrata da un test tampone molecolare di Pcr naso-faringeo, che ha dimostrato che l’uso della colchicina procura una riduzione statisticamente significativa del rischio di morte e ospedalizzazione. Si sa che le “tempeste citochiniche”, reazioni esageratamente violente delle difese immunitarie che attaccano tutti gli organi del paziente, sono una delle cause principali che stanno portando alla morte tanti pazienti colpiti da Covid-19. La colchicina agisce bloccando a monte tutta la cascata infiammatoria con l’inibizione di tutte le interleuchine, proteine secrete da cellule del sistema immunitario (Linfociti, cellule NK, fagociti, cellule dendritiche), e non solo alcune, e nel contempo impedendo l’eccessivo accumulo di cellule infiammatorie nei tessuti. Addirittura secondo alcuni studi sarebbe anche in grado di ostacolare l’ingresso del virus nelle cellule. L’inflammazione è un complesso di proteine che, se attivato, porta al rilascio di mediatori dell’infiammazione (citochine) responsabili della febbre e del danno d’organo. Il dottore Jean-Claude Tardif, che ha guidato lo studio canadese, ha dichiarato “che la loro ricerca mostra l’efficacia del trattamento con la colchicina nel prevenire il fenomeno della ‘tempesta di citochine’ e ridurre le complicazioni associate a Covid-19”.

Di seguito si riporta un immagine che spiega il meccanismo di azione della Colchicina e un altra immagine dove il farmaco ha la funzione di “impedimento” di entrata del virus:

Nuovo coronavirus: il punto sulle terapie in uso
Meccanismo di azione della Colchicina per evitare l’ingresso del virus
Colchicina - Wikipedia

La colchicina potrebbe essere una valida alternativa di farmaco antivirale al un vaccino efficace contro il Sars-Cov-2 essendo anche una molecola prontamente disponibile e alleviare i problemi di congestione ospedaliera, riducendo i costi sanitari in tutto il mondo e facendoci tornare ad una quasi normalità.

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