La protesta dei lavoaratori dello spettacolo a Milano

La protesta dei lavoaratori dello spettacolo a Milano

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Un centinaio di lavoratori dello spettacolo per la Milano Cultural Mass

Protesta rider a Milano per bici sui treni - Lombardia - ANSA.it

Sabato pomeriggio 16 gennaio 2021 i lavoratori del mondo dello spettacolo e della cultura, circa un centinaio, scendono dal vivo per radunarsi davanti alla Triennale di Milano per dare vita alla prima Cultural Mass, per denunciare silenziosamente la crisi in cui versa il mondo dello spettacolo dallo scoppio della pandemia. Una protesta pacifica in bicicletta attraversando i luoghi principali della cultura milanese dove hanno lasciato simbolicamente uno striscione, dalla Triennale al Teatro Strehler fino alla Scala e al Teatro degli Arcimboldi. Il rappresentante del Coordinamento Spettacolo Lombardia ed event organizer della manifestazione, Francesca Biffi, ha dichiarato che “si vuole richiamare assieme i cittadini perché la cultura è necessaria alla gente e alla città, non solo ai lavoratori. Continuando ha voluto sottolineare che “c’è un immobilismo sociale grave per cui noi chiediamo attenzione dal Governo e dalle Istituzioni”. Tra i manifestanti anche la dichiarazione di un manifestante che “il distanziamento fisico non significa repressione della socialità e questa ne è la dimostrazione: siamo in tanti e in bicicletta, siamo aggregazione ma non assembramento”. Una protesta silenziosa, tra musica dal vivo, balli e applausi, per chiedere che i luoghi della cultura non possono continuare a rimanere chiusi ma bisogna farli ripartire in sicurezza. Tante domande arrivano dai lavoratori del mondo dello spettacolo come capire quando e come si riaprirà: questo chiedono i lavoratori del mondo della cultura. Questa protesta ha abbracciato anche il mondo della scuola rimanendo solidali agli studenti che vorrebbero rientrare a scuola per la didattica in presenza per il loro diritto all’istruzione. Un grande striscione fuori dalla Triennale che riassume i principali punti ideologici della manifestazione: assunzione diretta, reddito di continuità e sicurezza sul lavoro, per una vera e propria “riforma radicale dell’intero settore”.

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