Un nuovo sistema imprenditoriale e culturale tra il mondo delle Università, start up giovanili ed il mondo del lavoro

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Con un incremento del 4,98% nel terzo trimestre 2020 prosegue, in piena pandemia, la crescita delle start-up innovative in Campania, mentre le PMI tradizionali subiscono contrazioni economiche. Cogliere le opportunità di accelerazione del cambiamento è l’appello del Gruppo dei Giovani Imprenditori – Unione Industriali di Napoli che stanno lavorando a un programma di proposte alle istituzioni per incentivare nuove forme imprenditoriali e occupazionali per i giovani e lo sviluppo del territorio.

I dati dell’ultimo rapporto trimestrale Mise avvalorano la spinta al cambiamento. A fronte della crisi degenerativa delle PMI, in Italia le start-up innovative raggiungono quota 12mila, di cui l’8,15% nella sola Campania con un totale di 983 giovani imprese di cui 466 nella provincia di Napoli, terza nella classifica nazionale dopo quelle di Milano e di Roma. (Ultimo rapporto trimestrale Mise). Eppure in Campania la vita media di una start up non supera i 3 anni.

Alessandro Di Ruocco Presidente Giovani Imprenditori Unione Industriali di Napoli.jpg

               “Sono dati significativi, che dimostrano la vitalità di giovani eccellenze e che impongono al sistema economico, istituzionale e formativo un nuovo modo di guardare al futuro ‒ commenta Alessandro Di Ruocco, presidente GGI ‒. Molte start-up stanno dando un contributo importante alla transizione digitale, alla sanità pubblica, al settore dei servizi. Offrono, grazie al talento e alla tenace operosità dei giovani, soluzioni rapide a nuove urgenzearrivando anche dove le imprese tradizionali non arrivano. È un patrimonio che non va sprecato, ma indirizzato affinché possano trovare da parte delle aziende sviluppo e durata, generando anche posti di lavoro”.

È appunto in questa direzione che i Giovani Imprenditori intendono collaborare con Università, istituzioni, promuovendo tavoli di confronto, e con progetti per i neo laureati. “Con i diversi atenei campani, in particolare Federico II e Suor Orsola Benincasa, e la Apple Academy, abbiamo attivato e stiamo sviluppando diversi progetti, soprattutto sull’Intelligenza Artificiale, e tavoli di confronto utili tanto alle PMI quanto alle start-up. Abbiamo la necessità di un cambiamento culturale che ci proietti rapidamente verso il futuro. Auspichiamo che il connubio tra imprese e start-up diventi un automatismo” – spiega Di Ruocco.

Il dialogo con le università è solo uno degli strumenti da mettere in campo per lo sviluppo occupazionale, economico e culturale. Per il Gruppo dei Giovani Imprenditori di Napoli, occorre un impegno su più fronti, anche da parte della politica e delle PMI, poco propense a investire e a rischiare in nuove soluzioni tecnologiche avanzate di cui le start-up sono portatrici. “È un cambiamento culturale sul quale dobbiamo lavorare, perché il clima di sfiducia non inquini ancora una volta la visione del futuro. In questa prospettiva, presenteremo al nuovo candidato sindaco di Napoli le nostre proposte e stiamo preparando un programma da sottoporre al ministro Manfredi” conclude il presidente GGI.

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