Il tormentone estivo della Pandemia musicale “Jerusalema” fa ballare tutto il mondo

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La canzone sudafricana, un’ode alla città di Gerusalemme, sta avendo un grandissimo successo in tutto il mondo

Sui social network e su tutte le spiagge sono tutti pazzi per la canzone Jerusalema, un brano scritto un anno fa dal Dj e produttore sudafricano Master KG e cantato da Nomcedo Zidoke, con grandi, piccoli e famiglie che si riuniscono per ballare la sua coreografia. Master KG, il cui vero nome è Khaogelo Moagi, è un musicista affermato in Sudafrica e vincitore del premio Afrimma 2018 per il migliore brano dance dell’anno con il singolo Skeleton Move. Il video ufficiale, uscito durante il clima natalizio del 2019, non riscuote molto successo conquistando solo le top ten delle classifiche sudafricane e addirittura viene definita da molti “canzone da taverna”. Il suo ritmo travolgente quando arriva in Portogallo, nel periodo del lockdown mondiale, diventa una “dance challenge” che viene rilanciata grazie al social network cinese Tik Tok con molti video realizzati dalle persone nelle piazze, sulle spiagge, letteralmente ovunque. Il 10 luglio questo gospel afro-house viene messo in streaming da Elektra France e Warner France,  totalizzando la bellezza di 1,2 milioni di persone di views su Soptify, per poi arrivare a 65 milioni di visualizzazioni su YouTube e oltre 125 milioni su TikTok. Uno dei più grandi successi planetari e in questo modo “Jerusalema” si è trasformato nel vero tormentone estivo, spazzando via la concorrenza di tutti gli altri tormentoni in giro per il mondo. Negli USA il brano pure spopola anche se nella versione remixata dal nigeriano Burna Boy, uscita circa due mesi fa, che ha introdotto nell’arrangiamento elementi di Afrobeat e nel testo versi in isiZulu, una delle lingue indigene del Sudafrica più famosa. Questo fenomeno Jerusalema, anche se arrivato con ritardo a causa del lockdown, è oggi una delle canzoni più ascoltate al mondo perché stimola lo spirito di comunità e di divertimento. Per molti un vero e proprio inno  alla vita, alla collettività e alla speranza che attraverso i suoi semplici passi di danza riesce a far ballare tutti. Un canto africano che è diventato popolare con la condivisione dei social media, senza alcuna strategia di marketing, ed è stato accettato da tutti proprio per la sua forza di trasmettere positività, speranza e salvezza. La canzone Jerusalema è stata scritta in un dialetto bantu, che si parla nell’Africa settentrionale, e recita così il suo ritornello tradotto: “ Gerusalemme è la mia casa, guidami, portami con te, non lasciarmi qui”. Il testo del brano fa pensare a un’immedesimazione tra la lotta del popolo ebraico e quella dei neri contro la schiavitù, il colonialismo e l’apartheid. Una vera hit globale di successo per il panorama musicale sudafricano.

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